Roma – Storia “virtuale”

E’ un’App che ha avuto un successo planetario, consacrata nel 2011 dal “vate” in persona Steve Jobs durante la presentazione dell’Ipad 2.

Roma. Virtual History (disponibile in inglese e in italiano) è un esempio molto interessante di quali vantaggi offra la tecnologia all’insegnamento della Storia. Tuttavia, la sensazione che si ha guardandola è che l’obiettivo di Mondadori Digital sia stato soprattutto fissare uno standard di perizia tecnica, accreditandosi agli occhi del mondo come creatori d’innovazione; non tanto, dunque, creare uno strumento d’avanguardia per trasportarci nella Roma riscoperta da secoli di studi storici e archeologici, ma piuttosto veicolare un’idea commerciale e precostituita della romanità: la romanità cinematografica de Il Gladiatore.

Visivamente l’App è decisamente hollywoodiana, con alcuni elementi molto interessanti e altri che appaiono un po’ banali, talvolta superflui o fuorvianti. Lascia perplessi, ad esempio, l’uso ed abuso della pittura di Alma Tadema (ed epigoni) per illustrare la “qualità” della vita nella Roma imperiale, saltando a piè pari il problema della creatività pseudo-fiabesca degli artisti decadenti, e la loro volontà di dipingere un mondo idealizzato che non fu mai reale.

Ma in definitiva, quali sono per gli insegnanti le parti didatticamente più utili, quelle che un libro cartaceo ha più difficoltà a veicolare?

Qualche esempio:

  • le mappe interattive, perché fanno comprendere con immediatezza le fasi dell’espansione territoriale di Roma, dalle origini al momento di massima espansione;
  • le ricostruzioni della capitale in veduta aerea, nell’area dei Fori, etc.;
  • gli overlays, perché mostrano lo sviluppo diacronico e i mutamenti strutturali di alcuni fra i siti monumentali più celebri (come l’area del Colosseo);
  • alcuni modelli tridimensionali, come quelli dell’acquedotto, di certi strumenti militari (come l’onagro e la balista), o della struttura interna delle strade;
  • la ricostruzione di monumenti scomparsi o sensibilmente alterati, come il Mausoleo di Adriano;
  • l’originale veste policroma di capolavori come l’Ara Pacis o l’Augusto di Prima Porta.

Nell’insieme, l’App appare più adatta ad essere usata nella scuola media che nelle superiori, dove sarà necessario un inquadramento critico molto più approfondito. Il successo presso gli studenti è però assolutamente garantito, a tutte le età.

Roma. Virtual History costa Euro 3,99.

 

 

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