Come sono passata in pochi mesi dalla fiducia ne “La buona scuola” alla disillusione

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Onestamente non posso dire di esserne mai stata entusiasta. Ma quando è uscito il documento ministeriale l’ho letto integralmente e accolto con viva speranza.

Certo, mi avevano colpita la genericità delle affermazioni e la vaga sensazione che fossero state messe tre persone in una stanza – senza nessuna esperienza diretta ma con la capacità di studiare – e si fosse detto loro: “fate un benchmarking delle migliori esperienze internazionali, leggete, confrontate i dati e tra un po’ presentateci una proposta”. Insomma, c’era qualcosa che odorava di dilettantismo, di studio a tavolino non suffragato dalla conoscenza ed esperienza delle cose.

Però sembrava che, finalmente e coraggiosamente, fossero stati messi sul piatto problemi spinosi e antichissimi del nostro sistema scolastico. E che vi fosse la netta volontà di mettervi mano con spirito aperto, contemporaneo, impegnato a svecchiare il sistema adeguandolo ai tempi. I presupposti mi sembravano dunque più che onorevoli e per questo da sostenere convintamente. Nonostante i dubbi e i distinguo.

Ho anche pensato che quanto di generico era nelle linee guida sarebbe stato puntualizzato nei mesi successivi. Che bisognava essere entusiasti e fiduciosi, non “gufare”, rimboccarsi le maniche ed essere collaborativi verso questo tentativo di restituire dignità alla scuola e ai suoi lavoratori.

Peccato che a quattro giorni dalla presentazione del decreto attuativo (27 febbraio) nessun chiarimento sia ancora arrivato; che la “grande consultazione online” per “coinvolgere tutti gli italiani” si sia rivelata farlocca (chiaramente pilotata) fin dalla formulazione delle domande; che l’atteggiamento – visto con i miei stessi occhi – dei membri del governo e dei loro funzionari verso i lavoratori sia stato fintamente dialogante, in realtà del tutto autistico; che i sindacati siano stati convocati per incontri inconcludenti in cui si giocava palesemente a carte coperte.

Poi ci sono state le sortite, superficiali e incaute. Cominciando con quella del sottosegretario Reggi sull’orario di lavoro (questo ancor prima che le linee guida fossero pubblicate); continuando con la topica del suo successore, Faraone, sulle occupazioni degli studenti; concludendo – ma solo perché voglio farla breve – con l’intervento di ieri in casa PD.

Dal dispiegamento di forze mobilitato – capo del governo, ministro, sottosegretari – migliaia di persone aspettavano chiarimenti sui tanti aspetti che ancora rimangono oscuri sul piano normativo e contrattuale, ‘dettagli’ che influiranno pesantemente sulla loro vita professionale e, dunque, anche personale. Di tutto ciò non si è detto assolutamente nulla e  l’incontro si è rivelato l’ennesimo, opaco e sempre meno efficace, spot pubblicitario.

Matteo Renzi dovrebbe comprendere, con il suo proverbiale fiuto politico, che gli insegnanti sono meno “popolo bue” di quanto non credano lui e i suoi irriflessivi sottosegretari. Anche quelli che come me hanno accolto il suo governo con pieno favore, hanno presto capito che la sua riforma è un’inconsistente truffa.

Ho cercato di spingere amici e conoscenti a credere nel nuovo che stava avanzando e adesso devo rimangiarmi tutto, dando ragione a chi diceva: “Ma figurati! Questi sanno solo tagliare…”. A testa bassa devo prendere atto che l’italiano qualunquista ha sempre ragione.

Comunque, l’umore sta rapidamente cambiando e maggior cautela sarebbe consigliata. Siamo affaticati, malpagati e quotidianamente oppressi da condizioni di lavoro difficili ma non siamo stupidi. Continuare a raccontarci fandonie potrebbe avere spiacevoli conseguenze, elettorali e non solo.

 

2 Commenti

  1. Firefighter

    Bravissima, Prof!
    Per cambiare, occorre partecipare e, se non partecipa Lei, chi sarebbe più titolato? Io personalmente ho aderito all’unico movimento d’opinione italico, pentastellato!
    Per quanto riguarda le maturine ed i maturini 2015, un coro solo: grazie Prof!!!

  2. scuolalvento

    Caro Firefighter,
    Scuolalvento è andato in letargo per qualche mese (causa ammosciamento della Prof) e si è risvegliato solo ora. Per questo vedo solo adesso il suo commento.
    I maturini 2015 sono stati un bellissimo regalo. Ho saputo di votoni e di grandi soddisfazioni per i nostri cuccioli cresciuti, e mi rammarico di non avere potuto partecipare più da vicino alle celebrazioni.
    Ora si apre un nuovo capitolo che spero sarà per loro, e per i loro eroici genitori, altrettanto ricco di avventure interessanti. Un abbraccio

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