Perché non tornerò mai più a una didattica tradizionale

araacanto
Questo post sarà brevissimo. Solo per dirvi che in barba ai detrattori, in tre giorni di lavoro intenso ho imparato a usare un’applicazione, iMovie di Apple, che mi ha permesso di montare le fotografie del nostro seminario augusteo, tenutosi a Roma tra il 18 e il 20 aprile 2013 (Liceo Giusti di Torino), e trasformale in quello che mi pare un utile supporto didattico.

Pur lavorando in sistema Mac, sono certa che anche il mondo PC mette a disposizione applicativi molto simili, che hanno il vantaggio di una estrema intuitività nell’uso (non ho neanche aperto il tutorial: si può imparare pasticciando).

Strumenti di questo genere ti permettono di montare in modo semi-professionale materiale di tua proprietà – non nego che qualche problema tecnico lo si incontri, ma son cose che con un po’ di esercizio dovrebbero essere superabili – in un video che contiene tutti gli elementi che ti sembra importante trasmettere agli studenti.

Oltretutto, è una modalità che consente ai ragazzi di ritrovare ciò che hanno visto – e magari contribuito a fotografare, come in questo caso – in qualunque momento del loro percorso scolastico, e di inserirlo all’interno di una narrazione in cui vengono riprese cose già ascoltate dai propri professori, dunque più facilmente memorizzabili.

Se poi saranno i più giovani a farne uso, potranno risistemare il proprio sapere per un’interrogazione, imparare a usare l’applicativo per produrre una tesina o una ricerca, aprire il proprio discorso a una pluralità di approfondimenti storici, artistici, letterari, scientifici, usando linguaggi diversi come la parola, l’immagine, la musica.

Quando si parla di didattica “per competenze” questa è la strada.

Un commento

  1. firefighter

    Bellissimmo lavoro!
    Ricordando l’ara pacis esposta ai gas di scarico prodotti dall’arteria stradale che corre lungo Tevere (chiaramente prima di essere volgarmente incapsulata), non comprendo come mai occorra proteggerla piuttosto che impedire il traffico, riducendo l’inquinamento e la corrosione del celeberrimo monumento.
    Con un pò di decrescita felice arriveremo (spero presto!) ad apprezzarlo, senza rischiare di essere investivi da qualche automobile di passaggio.

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